Preparate le valigie naviganti, si abbandona la nave

Preparate le valigie naviganti, si abbandona la nave

30 Gennaio 2020 0 Di Vino
Visione di Facebook di Pawel Kuczynski

Naviganti, da qualche tempo – non senza fatica – ho abbandonato quel malefico posto che è diventato Facebook. Forse ve ne sarete accorti, forse no, non importa: il viaggio si è concluso. Quel rapporto quotidiano e talvolta ossessivo con il social l’ho pian piano sgretolato fino a trasformarlo in fine polvere fra le mie mani. Da settimane non pubblico più nulla e ce ne sarebbero di cose da dire, ma sento che non è più tempo per consegnare i miei pensieri ad un social dove primeggiano solo cani con la bava alla bocca. Sento che ho bisogno di concedere alle mie riflessioni un luogo dove vi sia il giusto spazio e un sentimento di calma e sincera contemplazione.

Per fare tutto ciò ho creato appositamente www.cronachedellarestanza.it. La decisione è mutuata da un lungo e appassionato saggio dal titolo “L’amore è fortissimo, il corpo no” apparso su Giap, il blog del collettivo di scrittori Wu Ming e da un successivo articolo che ne ha tirato le somme dal titolo “A proposito di privacy, social media, capitalismo della sorveglianza e attacchi coi droni”.

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, audizione al Congresso degli Stati Uniti sul caso Cambridge Analytica

Che cosa siamo diventati? Quanto Facebook, Twitter e gli altri social hanno modificato il nostro modo di pensare, essere, agire? Ma soprattutto come hanno trasformato la realtà sociale? I Wu Ming tracciano una direzione che mi ha illuminato: la decadenza di Facebook, trasformato ormai in una macchina che ci spreme per avere i nostri preziosissimi dati, necessita di un campo alternativo per il confronto virtuale e questo può essere rappresentato dai blog, destinati a tornare in auge.

Per questo motivo la mia bacheca Facebook resterà attiva soltanto per comunicare iniziative legate al libro, eventi, appuntamenti e scadenze e per ospitare gli articoli di questo sito. Quanto durerà tutto ciò non lo so, ma sento che è giusto provarci per una questione di coerenza con le idee che porto avanti e con il futuro che immagino. Ovviamente, ma mi pare scontato dirlo, parallelamente a questa riflessione sulla mia presenza sui social, c’è tutto il discorso della realtà, delle strade dove quotidianamente portiamo il nostro lavoro politico e dove incontriamo gente, incrociamo lotte, ci abbracciamo, facciamo l’amore, combattiamo le disuguaglianze che il sistema capitalista determina per sua natura. Non mi sono ritirato dalla realtà per concedermi alla virtualità, i due aspetti procedono paralleli e talvolta tangenti.

Questo è quanto naviganti, preparatevi anche voi le valigie, si abbandona la nave, ma non temete: terra è in vista!