Qualcosa si diffonde per l’Italia. Non è il Coronavirus, è Cronache della restanza

Qualcosa si diffonde per l’Italia. Non è il Coronavirus, è Cronache della restanza

29 Febbraio 2020 0 Di Vino
Libri in partenza per l’Italia

Belle notizie in arrivo: metà della seconda ristampa del libro è già stata venduta, mentre ieri, finalmente, abbiamo spedito i primi pacchi postali contenenti Cronache della restanza (Riccardo Condò Editore, 2020). Questo progetto fondamentalmente si regge su tre gambe: l’editore Riccardo Condò che ne ha curato la pubblicazione, il Libraio di notte, Paolo Fiorucci, che ne è la rivendita fisica e poi ci sono io che sono il viaggiatore errante che prova a far conoscere il progetto e le sue gambe attraverso le presentazioni in giro per l’Abruzzo e l’Italia.

Abbiamo voluto evitare di dare Cronache della restanza in pasto ad Amazon e alla grande distribuzione che ne avrebbero fatto carne da macello per i loro profitti. Avevamo in mente il libro come un prodotto artigianale ottocentesco che il suo creatore potesse mostrare di villaggio in villaggio a bordo di un mulo. Certo i tempi sono un po’ cambiati, ai muli preferiamo altri mezzi e grazie ad Internet il libro sta già avendo una buona diffusione eppure è rimasta questa volontà di non fare di Cronache della restanza un mero strumento di consumo da dare a qualche piattaforma digitale della gig economy. Resta il libro come preziosa opera da gustare, assaporare, contemplare, vivere, in ultimo godere e non consumare.

Pertanto – esaurito il giro dei miei amici ai quali ho già stressato parecchio l’anima – questo libro si venderà ancora soltanto se si innescherà un gigantesco meccanismo di passaparola di cui soltanto voi potete essere gli artefici.

Per oggi voglio ringraziare Valentina, Elisa, Virgilio e Mariano che faranno arrivare Cronache della restanza a Lecce in Salento, a Gualdo di Vogheria in provincia di Ferrara, a Bettona in provincia di Perugia e a Laureana di Borrello in provincia di Reggio Calabria. Vi ringrazio.

E citando Erri De Luca “Ovunque le mie pagine saranno state in mani migliori delle mie”.