I primi commenti dei lettori

I primi commenti dei lettori

1 Marzo 2020 0 Di Vino
Passo San Leonardo, Pacentro, marzo 2020

Io non sono nessuno, sia chiaro. Non sono nessuno e lo so benissimo. Non sono nessuno e quando non sei nessuno, nessuno ti scrive recensioni. Allora mi sono dovuto inventare delle cose pittoresche per convincere i miei amici a fargli scrivere delle cose belle sul libro. Ad ognuno di loro ho promesso qualcosa colpendoli nelle loro più recondite debolezze: nani da giardino, cammelli, giraffe imbalsamate, angurie cubiche, banane, bandane usate da vecchi presidenti del consiglio, videocassette di vecchi film a luci rosse, posti in Cda di aziende pubbliche che non esistono più, vecchi cimeli come il Cnel.

Ecco i primi riscontri:

Mi fai venire una gran voglia di andarmene in montagna a perdermi.
Melissa

Guarda che tutta sta racia (voglia n.d.r.) che ho di andare in montagna è colpa di un libro sulla restanza che parla di sto tipo che sta sempre in montagna.
Matteo

Ei, letto il tuo lavoro. Mi ha accompagnato per tutta la settimana. Complimenti per averlo portato a compimento. Emozionante e stimolante in tutte le sue parti. Il finale si discosta un po’ dalla prima parte. Scrivi davvero bene. Bravo. Salutami la montagna.
Wladimiro

Libro bellissimo, mi ha riportato indietro nel tempo, quando anch’io frequentavo la montagna, ma di un’attualità incredibile. Bravo, complimenti davvero!
Massimo

Ho iniziato un’ora fa il tuo libro, mi piace tanto: trasmette immagini e emozioni, in qualche passaggio mi sono commossa. Il pezzo su Lenuccia è bello assai. Grazie.
Simona

Il libro è bellissimo.
Rossana

L’ho letto tutto, complimenti. Tu e tuo padre siete il Dante e Virgilio del 2000. Ho trattenuto le lacrime fino a quando hai parlato di Flavio, poi là mi so fatta una risata isterica ( da sola ), poi ho girato la pagina e due lacrime me le so concesse non ce la facevo più a trattenere. Complimenti.
Miriana

Solo leggendo di Menecucc’ mi sono venuti i brividi
Giada

Lo sto a leggendo in relax, mi sono fatta pure due pianti
Linda

Il tuo libro fa schifo.
Michael

Porta a galla quella che è la dinamica comune a molte delle anime sognatrici del dorso dell’animale da soma appenninico. In un viaggio puramente personale, Savino con coraggio mette a nudo le sue più radicate paure, la sua sete di conoscenza, la sua vergogna e l’incoscienza di un giovane che, come tanti (me compreso), cieco e avido di passioni, ha cercato l’Eldorado emozionale oltre queste montagne, lì dove la terra è piatta e lo sguardo è più lungo, per poi riconoscerne la più arida essenza. Una ricerca sofferta, fatta di ritorni, di nuovi equilibri, di nuovi orizzonti, di nuove scoperte, di consigli ma soprattutto di bellezza.
Sempre Michael – forse è bipolare

Da qualche parte sul Monte Morrone incendiato, marzo 2020

Praticamente dal numero dei pianti si potrebbe definire un libro horror. Ad ogni modo sono pronto a fare nuove promesse – che non sarò in grado di mantenere – perciò se avete preso – malauguratamente per voi – il libro e dopo averlo letto avete voglia di mandarmi due righe di commento, sappiate che sarete lautamente ripagati (il fatto non rientra nella fattispecie della corruzione, mi sono già consultato con il mio avvocato).

Grazie.