Il primo giorno dopo la quarantena

Il primo giorno dopo la quarantena

9 Aprile 2020 3 Di Vino

Facciamo una piccola buca,
mettiamoci dentro un piccolo fiore
e aspettiamo che cresca.

Sparecchiamo i pensieri,
tappezziamo con nuova carta
i doveri sanciti e le cose scritte.
La legge di ieri, i divieti di domani.

Infrangiamo il desiderio
dello stetoscopio
di uomini bianchi
rigidi camici di ordinanza.

Da oggi sarà possibile:
correre su un prato fiorito,
a patto che lo si faccia a piedi nudi
e con i pensieri attorcigliati alle caviglie.

Tocchiamo la terra con le mani,
riscopriamone il calore
e la secchezza delle zolle.

Non strappiamo fiori,
ma sorrisi a piccoli uomini
che ci osservano guardinghi
da dietro le persiane.

(Non sapranno mai
di stare a scrutare
le loro migliori
occasioni perdute)

Riduciamo in polvere
il ricordo del rumore.
D’ora in poi conterà
solo il canto di un passero.

Restiamo al sole il tempo che basta
per mettere in moto
l’energia termica del cuore.

Muoviamoci in direzioni sconosciute
come api che sciamano.
Perdersi e ritrovarsi
sarà il nostro quieto divertimento.

Mangiamo una mela
col solo scopo di
impiastricciarci le dita.

Spingiamo la vista fino all’orizzonte.
Poi serriamo lo sguardo
e mandiamola oltre.

Solo cosi alla fine del giorno
se avremo occhi ancora buoni,
da quel piccolo fiore
vedremo nascere un mondo migliore.