Tutto il male e tutto il bene del mondo

Tutto il male e tutto il bene del mondo

22 Giugno 2020 0 Di Vino

Che poi se ci pensi bene non tutto il male viene per nuocere, quello più straziante, più violento, quello che ti spacca, che ti prende le viscere e te le rende poltiglia buona a nulla, quel male, quel maledetto male, porta con sé una luce, una sottile, flebilissima, quasi invisibile luce che solo il passare dei giorni rende più evidente e diventa il punto verso il quale devi tendere per riemergere dal baratro in cui il dolore ti ha teneramente ficcato, ecco davanti a tutto ciò dico: questo male a qualcosa dovrà pur servire e quando quella luce si fa più nitida e comincia a filtrare ossigeno in mezzo alla massa di corpi ricurvi e ossa spezzata dalla quale tenti di scappare, allontanarti, sopravvivere, respirare, allora vuol dire che ce la stai facendo.

Il male porta con sé anche il bene, è inevitabile così come la nascita porta con sé la morte, come fatto incontrovertibile, una cosa tanto bella come una nuova vita che viene al mondo fa scattare in simultanea anche il timer che si spegnerà con la fine stessa di quella vita e allora hai una lezione da imparare anche dal dolore e cioè che quando questo ti colpisce di schianto, violento, straziante, ti sta dicendo al tempo stesso: rilassati, un giorno tutto questo sarà alle tue spalle e tu respirerai più forte e sarai cresciuto, indomito, come una quercia che anno dopo anno spande i suoi rami splendenti, tentacoli all’aria, cresciuto più forte e resistente, come il legno di una quercia indurito, forse anche più flessibile, spingerai il prossimo punto di rottura un po’ più in là.

In un mondo annebbiato da stronzate a poco prezzo, effimero apparire, consumo come stile di vita, dove una botta di cocaina vale di più di un abbraccio, ho imparato a guardare in faccia le cose e a dargli il giusto peso, a dire: ma che te ne fotte a te, e ad andare avanti, ad apprezzare solo chi ti apprezza, a seminare senza aspettarsi che nasca il fiore e rimanerne stupito quando questo accade, ho imparato a non idealizzare le situazioni, a non sopravvalutare le persone, a non aspettarmi da loro gesti eroici di cui non sono capaci, a volermi bene – quando ci riesco – perché non ci salviamo da soli questo è vero, ma siamo anche i primi a doverci occupare di noi stessi.

Questo vuole dire che il male quando arriva, è comunque anche un fatto privato, un diavolo da dover affrontare da soli, corpo a corpo, a viso aperto senza rimandare la sfida, senza far sì che questo diventi più grande di quello che è, andare al centro del problema con una consapevolezza: da qualche parte c’è una luce, il bene, la giusta strada e io proprio quella sto cercando, l’uscita di sicurezza da questa merda che puzza di contratti precari, malamore, droghe sintetiche, pochi soldi e persone diventate un avatar che non ha più alcun contatto con la realtà. Da qualche parte intorno a te quella luce ti sta segnalando una presenza, un percorso, una soluzione, una via di fuga, da qualche parte quella luce ti sta chiamando, devi solo trovarla e lasciarti tutta questa merda alle spalle, perché è così che funziona il mondo da milioni di anni.

Ritornerai a respirare – te lo assicuro – come quando su una bici a rotelle, avevi solo pochi radiosi pensieri per la testa e un cappellino a coprirti dal sole e un sorriso, capace di sventare tutto il male del mondo.


*Questo è quello che mi è venuto fuori subito dopo aver letto Brevemente risplendiamo sulla terra, di Ocean Vuong, mio coetaneo vietnamita trapiantato negli States. Grazie al Libraio di notte per avermelo consigliato e grazie a Liana Moca per aver scritto una recensione folgorante che mi messo una voglia incredibile di leggerlo, tanto che l’ho iniziato ai semafori rossi sulla strada di ritorno dalla libreria.

**Abbiamo bisogno di supportare le forze vive del territorio, di leggere libri coraggiosi e di agguantare quella luce nascosta intorno a noi per risplendere – sempre con più vigore – sulla terra.