Commenti a Cronache della restanza, parte seconda

Commenti a Cronache della restanza, parte seconda

17 Agosto 2020 0 Di Vino
Ghiacciaio del Calderone, Corno Grande, Gran Sasso, Abruzzo

Dopo la prima tranche di recensioni e commenti dei lettori, eccovene una seconda parte. Scrivere un libro è un po’ come scalare una montagna: una fatica non indifferente che si conclude col suo arrivo in cima. Certe volte anche leggere un libro diventa davvero impegnativo, accade quando le sue parole, i temi trattati e le immagini ti prendono continuamente per la gola, ti insinuano dubbi nella testa, mettono in discussione le tue certezze e alimentano le incertezze. Giungere alla fine di un libro in questi casi, è un po’ come arrivare sulla cima di una montagna, trovandoci anche l’autore.

Ho appena finito di leggere il libro, un misto di emozioni, i pezzi su Lenuccia mi hanno commosso sono riaffiorati in me ricordi a casa di tua nonna, definirlo bello è riduttivo.! Spero scriverai altro anche perché questa valle in fin dei conti non è così male.
Francesca

Tutto d’un fiato. A tratti commovente. Per quello che vale il mio giudizio ti dico bravo.
Piercarlo

Finito! Fin dalle prime righe ho saputo di essere in buone mani. Sei riuscito egregiamente nel non scadere nel “si stava meglio quando si stava peggio”, infatti le pagine più potenti sono proprio quelle in cui dai voce alle testimonianze della vita di una volta e su come essa possa essere riattualizzata. Poi ci sono le pagine/fomento sulle battaglie territoriali vinte e da vincere. Insomma, bomba!
Vorinc

Comunque il tuo libro è un manifesto per tutti quelli che hanno deciso di vivere per scelta questo posto bellissimo e rude insieme. Sto sottolineando un rigo si e uno pure! Citazioni perfette.
Stefania

Corno Piccolo e rifugio Franchetti, Gran Sasso, Abruzzo

Bello! Tante emozioni e pensieri che risuonano in me! C’è tutto! Concentrato sincero e delicato. In equilibrio la poesia con  concetti storici antropologici, culturali  politici e sociali. Parli di te ma parli di molti di noi,  parli della tua famiglia ma esplicitamente parli della mia famiglia. C’è la tua Terra e la magia di ogni pezzettino di spazio geografico che se pur anonimo e insignificante per molti, lascia che le voci e le tracce del passaggio umano si facciano ancora ascoltare. È pregno d’amore questo libro, Savino! Certe parole pensieri e azioni non possono che nascere da lì. Bello bello!
Paola

Mi è piaciuto il tuo libro… Sono tornata a respirare aria pura, a rivivere le tradizioni infantili, le liturgie della famiglia patriarcale come la giocosità dell’essere senza l’avere. Ho rivisto me stessa da provinciale laureata e vissuta fuori Sulmona pervasa dalla volontà di mettere a dimora le conoscenze acquisite nel mio territorio. Io come te vittima del contagio. La nostra comune malattia: la restanza
Floriana

Sto leggendo “Cronache della Restanza” e mi è entrato dentro!
Vimille

Ho letto il libro, mi hai saputo intrattenere con temi forti che ci riguardano, non solo del nostro Piccolo paese. La tua bravura credo stia nel linguaggio narrante che riporta molti dettagli ma sa arrivare oltre che al problema anche alla soluzione e conclusione  in fretta e senza troppi giri di parole. Ho appena finito di leggere il tuo libro. Per certi versi è come se avessi letto il diario di alcuni frangenti della mia vita. Bravo Savino! È un gran bel lavoro!
Luca

Un libro che con disincanto e oggettività descrive un entroterra abruzzese con le sue difficoltà, ma senza escludere un futuro possibile e positivo per una terra meravigliosa. L’amore che l’autore ha per la sua terra è certamente coinvolgente e ti invita a riflettere sul tesoro che ogni paese può nascondere e che ci può apparite davanti agli occhi se sappiamo cercarlo.
Fiorella

Letto tutto d’un fiato, continuerò a riassaporarne le pagine, soprattutto quando la lontananza dalla nostra terra, per me che vivo fuori, si farà sentire, e a meditarne le riflessioni che travalicano il nostro presente incerto, invitando a tracciare un futuro diverso e non rassegnato.
Marco

Un racconto autentico, con tanta forza dentro e con tutta la libertà del cuore “perché il corpo schiavo parte, ma il cuore libero rimane!” (quest’ultimo è un detto capoverdiano)
Anna

Uno stile diretto, sincero e a tratti poetico, un libro che tratta temi necessari in modo costruttivo. Consigliatissimo.
Roberta

Storie come questa, sono contenute nel libro Cronache della restanza (Riccardo Condò Editore, 2020) acquistabile al link qui sotto.


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