Infinito restare e non fermarsi possibilmente mai

Infinito restare e non fermarsi possibilmente mai

7 Giugno 2022 0 Di Vino

Infinito restare è un viaggio.
Non un libro statico, permanente, immobile,
come può sembrare.
Un viaggio alla fine del tempo
nell’Appennino
nel senso odierno dell’abitarlo
viverlo.

Infinito restare esplora le possibilità del ritorno
s’insinua nello spazio aperto da questo restare.
Un geografo francese lo ha definito “espace vécu”, spazio vissuto.
In questo spazio qualcuna è tornata
qualcuno non se n’è mai andato
molti hanno mollato gli ormeggi
tutti si sentono vittime di un destino comune.

Abbandono e rassegnazione
spopolamento e mancanza di servizi.
Ma non solo.
Anche caparbietà, testardaggine, determinazione.
Restanti e montanare
che resistono per natura
alla barbarie in giacca e cravatta.

Chi ci salverà?
Forse i luoghi,
forse il passato,
forse il turismo,
forse la comunità,
forse nessuno.

Qualcosa si salverà
molto altro andrà perduto.
Lo schema si ripete da sempre.

Infinito restare è una ricerca emozionale
trascritta in autunno,
la stagione dei restanti,
quando dopo la sbornia estiva
si fanno i conti di chi è rimasto,
di chi non se n’è andato.

Storie di rocce e di neve
di come si attraversano le montagne,
delle persone che abitano
della fatica che fanno.
Un viaggio appunto
fra mete arrampicate e sconosciute.

Restare allora è non fermarsi possibilmente mai:
stringere alleanze
attivare sorellanze e fratellanze
generare accoglienze
ritrovare compagne
abbracciare compagni
interrogare gli anziani
prendersi cura di paesaggi
camminare a lungo
riscoprire il passato
immaginare il futuro.

Si resta non per stare fermi
ma per non fermarsi mai.

Infinito restare è fatica
che ora vede la luce:
abbi fortuna.

Infinito restare, di Savino Monterisi per Radici edizioni, è da oggi in libreria.